EP 06 – Alta, bella. Mi metto i tacchi

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Tutte le nostre città sono un ammasso di segni. Facciamo un esperimento, anche ora, ovunque siate: guardate fuori da una finestra, da un finestrino, se siete in macchina, soffermatevi su un dettaglio qualsiasi del luogo in cui siete e domandatevi a cosa rimanda. Rumori, odori, particolari che incrociate con lo sguardo? Sentite il rumore del traffico? Rimanda a gente in ritardo. Vedete una vetrina illuminata? Dentro c’è qualcuno che ha un’occasione speciale da celebrare, un profumo di cibo, di amici che si incontrano, un’edicola ancora aperta a quest’ora, di bambini che vanno da soli a comprarsi le figurine. I muri delle strade, trattengono la memoria di chi in quelle strade ci passa tutti i giorni. Tutte le città hanno strade, piazze, finestre e scuole, che rimandano a tante storie diverse. Tutte le città tranne L’Aquila.

Roberta ha 4 mesi e mezzo e sta dormendo, quando alle 3 e 32 di mattina di quel 6 aprile 2009, c’è la scossa. Bastano 23 secondi per fare in modo che niente sia più come prima.

Roberta ha viaggiato per un giorno e mezzo e ha raggiunto la provincia di Torino, dove vivono i suoi nonni materni. Ha vissuto là per un anno. Con la sua mamma, suo fratello, sua sorella e un’altra famiglia di amici anche loro terremotati. Il suo papà invece è tornato a L’Aquila perché ce n’era bisogno.

 

PLAYLIST
Ohio – Damien Jurado
Marz – John Grant
Nobody’s Empire – Belle & Sebastian

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