EP 17 – Certo che siamo preoccupati

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23-anni-1«Mi sento quasi adulta, proprio quel passo prima, quel passo prima. Mi chiamo Bice Iezzi ho 23 anni e vengo da San Vito Chietino in Abruzzo e studio Semiotica a Bologna»

Bice occupa una camera singola, il letto ad una piazza è sfatto, alla finestra un telo fa da tenda, un armadio e una scrivania appoggiata al muro. Un computer portatile e una parete coperta di foto, ritagli di giornale, pezzi di poesia scritti a mano e attaccati all’intonaco con lo scotch. Tutto è attaccato con lo scotch e la lampada da tavolo accesa sulla scrivania proietta sulla parete le ombre lunghe degli angoli arricciati. Foto di bambini e bambine di una ventina d’anni fa, la locandina di una serata dal titolo “Macelleria Poetica”, la foto di un vecchio cane in posa, la foto di un panorama, la foto di un tramonto.

«Spesso pensi che potresti accontentarti e cominciare a lavorare come barista o cameriera, qualsiasi cosa che non necessiti un titolo di studio, perché a volte ti sembra di far spendere soldi ai tuoi e non sai se effettivamente riuscirai a dimostrare loro che effettivamente è servito a qualcosa. Certo che siamo preoccupati si vede in tutto quello che facciamo, che sia una protesta o una festa anche lì c’è preoccupazione, c’è ansia. Più studi e vai avanti e più ti viene ansia, soprattutto se studi qualcosa che ti piace e ci tieni poi a trovare un lavoro con quello che ti piace»

PLAYLIST
Winter winds – Mumford & Sons
4 marzo 1943 – Lucio Dalla
Mi piaccion le sbarbine – Skiantos

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Una replica a “EP 17 – Certo che siamo preoccupati”

  1. nazario battistini scrive:

    bellissima puntata

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